LE BASI DELLA COMUNIONE FRATERNA

Preambolo

Ci rendiamo conto che le società Cristiane e le diverse denominazioni in Europa difficilmente metteranno da parte i loro punti di vista e le loro piccole differenze dottrinali. Nonostante ciò, noi proponiamo di stabilire una nuova comunità Europea internazionale composta da singoli Cristiani, i quali – pur rimanendo membri delle rispettive chiese – decideranno di accettarsi a vicenda sulla base di alcune verità fondamentali elencate nel presente documento, “Le Basi per la Comunione Cristiana.” Sappiamo che nella Scrittura è chiara l’interdipendenza di tutti i membri del corpo di Cristo a livello universale: “L’occhio non può dire alla mano ‘non ho bisogno di te’ ” (1 Corinzi 12:21). Il nostro desiderio e quello di promuovere la cooperazione e la collaborazione, incoraggiando tutti i Cristiani a riceversi l’un l’altro nello spirito di un unità biblica.

Compiled by Keith Price (1929-2001)
Former Founder and Director of Christian Direction, Montreal, P.Q. and Minister at Large for the Evangelical Fellowship of Canada

Romani 12:5:Così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente siamo membra l’uno dell’altro.”
1 Corinzi 10:17:Siccome vi è un unico pane , noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perchè partecipiamo tutti a quell’unico pane.”
Efesini 4:13: “Fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo.”

LE BASI DELLA COMUNIONE FRATERNA

Questi principi sono il risultato di lunghi anni di comunione fraterna inter-denominazionale, sono anche conclusioni a cui sono giunto dopo aver commesso diversi errori e dopo aver conversato con innumerevoli leader Cristiani. Sono particolarmente in debito per la corrispondenza con Anthony Norris Groves, un dentista missionario nella città di Baghdad nel 1830, il quale ha praticato molti di questi principi. Nonostante tali principi non siano mai apparsi nel formato in cui li sto ora presentando, ho tuttavia mantenuto alcune delle eccellenti espressioni che A. Norris Groves usò nella sua corrispondenza.

La base della nostra comunione è la vita nel Cristo delle Scritture e nella luce degli insegnamenti biblici. Coloro che sono in Cristo sono con noi. Poiché la nostra comunione è una comunione di vita e di amore piuttosto che di dottrina e di opinione, ci sforziamo di dimostrare che l’unità trovata nella vita di Dio attraverso Gesù Cristo è un legame ben più forte rispetto a quello della semplice appartenenza ad una certa organizzazione o denominazione.

Poiché la nostra comunione è basata sulla nostra comune vita in Cristo, non rigettiamo nessuno in base all’appartenenza ad una certa organizzazione o denominazione; né, tanto meno, lo riterremo responsabile per la condotta all’interno di quel particolare sistema di cui fa parte, così come non si può accusare un bambino per la condotta della famiglia di cui lui è semplicemente membro.

Noi non desideriamo escluderci od allontanarci dalla comunione fraterna con alcun Cristiano, salvo che non ci venga richiesto di fare ciò che la nostra coscienza non ci permette, o che ci venga impedito di fare ciò che la nostra coscienza richiede. Ed anche in tal caso manterremo la nostra comunione in un modo che non ci costringa ad arrivare al compromesso. Questo assicura che (nella misura in cui comprendiamo le Scritture) non ci separeremo da loro da loro più di quanto loro non si separino da Cristo.

Non consideriamo un segno di comunione il dover essere in accordo totale; anzi, a volte, riteniamo necessario esprimere amore fraterno sottomettendoci agli altri, in situazioni e circostanze con cui non si siamo pienamente d’accordo, piuttosto che impedire l’adempimento di un certo progetto. La nostra scelta è quella di sopportare i loro sbagli, piuttosto che separarci dal loro fare il bene.

Crediamo sia più spirituale mostrare un cuore amorevole pronto a coprire gli sbagli, che essere costantemente alla ricerca di ciò su cui si è in disaccordo. Saremo conosciuti, quindi, per ciò in cui crediamo e testimoniamo piuttosto che per quello contro cui testimoniamo.

Pensiamo che la Bibbia non ci spinga a fare pressione sugli uomini per agire uniformemente più di quanto non sentano essi stessi di uniformarsi; usiamo la nostra comunione nello Spirito come opportunità per discutere le nostre differenze e abbiamo scoperto che questo è il miglior modo di guidare gli altri, o anche essere guidati, alla luce della Parola.

Pur godendo di una cosi grande e svariata comunione di Cristiani, non imporremmo questa libertà a coloro che la pensano diversamente. In tali circostanze, godremo della loro comunione fino a quando ce lo permetteranno, pregando che il Signore li porti avanti in questa vera libertà di una comune vita in Cristo.